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ASTA N. 128 / lotto 60

Palizzi Giuseppe

Palizzi Giuseppe

DIPINTI

Stima: min €3500 - max €6500
  • Descrizione Lotto

    Palizzi Giuseppe (Lanciano, CH 1812 - Passy 1888)
    La sosta
    olio su tavola cm 65x47
    firmato e datato in basso a sinistra: G.Palizzi 51

    Provenienza: Coll P. Candiani, Milano

    Come giustamente evidenziato in una importante mostra tuttora allestita nel capoluogo campano, Giuseppe Palizzi (il maggiore d’età fra i pittori della famiglia Palizzi) costituì il principale punto di contatto fra la nuova poetica pittorica napoletana (di cui imprescindibile rappresentante fu il fratello Filippo), opposta al precedente Romanticismo nell’intenzione di rappresentare rigorosamente il vero (e, come andava sostenendo in quegli anni Francesco De Sanctis, non solamente il bello) nell’arte, e la francese Scuola di Barbizon (e dunque in qualche modo col nascente Impressionismo).
    Giuseppe si trasferì appunto in Francia nel 1844, allorché il già difficile rapporto con l’ambiente accademico partenopeo (ed in particolare col romantico Gabriele Smargiassi) giunse ad un vero e proprio punto di rottura; l’artista si stabilì allora a Passy, nei pressi della foresta di Fontainbleau, locus amoenus di barbizonniers quali Rousseau, Dupré, Daubigny, ed alla amicizia con questi ultimi seguì l’adesione alla loro poetica pittorica (‘L’accampamento degli zingari’, 1848).
    Il Palizzi intanto non mancò di intrattenere un fitto ed assai interessante (per scambio di ideali estetici) epistolario col fratello Filippo, né mancarono suoi occasionali e brevi ritorni in terra natia.
    L’opera proposta appartiene appunto al primo periodo francese del nostro autore (stando alla sua datazione), e pertanto oscilla ancora fra le nuove ispirazioni di Barbizon e la precedente poetica tutta napoletana: se già infatti la preponderante presenza ovina subito ricollega al vasto catalogo zoologico tanto caro alla pittura più
    caratteristicamente palizziana (soprattutto propria del fratello Filippo), è l’atmosfera più generalmente idillica dell’intera composizione a
    risalire il corso della pittura di paesaggio a Napoli fino alla Scuola di Posillipo (e fino dunque a Giacinto Gigante ed in qualche modo a Pitloo, le cui pennellate “nordiche” pure influenzarono l’arte di Giuseppe Palizzi): l’autore insomma,
    pur volendo recidere il cordone ombelicale che considerava ancora imbrigliarlo alla scuola napoletana più tradizionale, non riuscì mai a liberarsene del tutto, sempre trasfigurando il qualche modo l’austera vita campestre, certamente reale ed aderente al vero, in chiave sentimentale e vagamente romantica.

  • Informazioni Asta

    ASTA N. 128 del 14/04/2018 18:00.
    Via Tito Angelini, 29