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ASTA N. 128 / lotto 64

Migliaro Vincenzo

Migliaro Vincenzo

DIPINTI

Stima: min €24000 - max €34000
  • Descrizione Lotto

    Migliaro Vincenzo (Napoli 1858 - 1938)
    Via San Gregorio Armeno
    olio su tela, cm 55x42
    firmato in basso a sinistra: Migliaro

    Provenienza: Coll Genovese, Napoli

    Esposizioni:Milano, 1906

    Bibliografia: Cat. Mostra Naz. di Belle Arti, Milano 1906, pag. 37 n.ord. 86; Vincenzo Migliaro,in "Emporium", XLIII, Bergamo 1916, p. 176 n. 255; M.A. Pavone, Napoli scomparsa nei dipinti di fine '800, Newton Compton Editori,Roma 1987, pag. 108, tav. 28; Rosario Caputo, Vincenzo Migliaro , Grimaldi &co. Editori, Napoli 2001, tav. 30

    Nell’immaginario collettivo Vincenzo Migliaro viene per lo più collegato alle belle immagini di una Napoli in gran parte perduta, e ciò non a torto; la maggior parte infatti della produzione dell’autore prese a soggetto scene della sua città natale seguendo una poetica del vero di stampo morelliano (propugnante il “rappresentare figure e cose, non
    viste, ma immaginate e vere a un tempo”) che si tradusse poi in lui anche nel rifiuto di ogni piacevolezza folkloristica (assi comune, al tempo) che avrebbe potuto rendere i dipinti più facilmente fruibili ed apprezzabili da parte del
    collezionismo estero: ecco allora la “brutale, violenta, sprezzante pittura di Vincenzo Migliaro”, ecco il “reportage più diretto, spregiudicato e graffiante” mai dipinto di Napoli, come ebbe a dire felicemente Raffaello Causa, e certo il
    paragone giornalistico non fu un caso giacché il nostro artista fu effettivamente incaricato dal Museo di San Martino di dare ultima (pittorica) testimonianza di alcuni dei luoghi partenopei destinati a scomparire col ‘Risanamento’ del 1885.
    Tutta l’abilità del Migliaro nel ritrarre una Napoli scevra di qualsivoglia facile cliché si evince anche in un’opera quale quella proposta, che per scelta di soggetto potrebbe facilmente cadere nella “trappola” del souvenir pittorico: la celeberrima viuzza d’arte presepiale, o anche una più anonima bottega di statuaria sacra costituirebbero infatti
    agli occhi del turista senza ombra di dubbio una curiosità tutta partenopea, eppure l’autore si sottrae al folklorico festeggiamento per restituisci, come solo un autentico conoscitore della città saprebbe fare, una Napoli oscillante tra
    vita palpitante e soffocante squallore, ove finanche il cielo pare compresso dai vicoli angusti fino quasi a scomparire.
    Nella quotidianità caotica che cancella i tratti identitari degli abitanti in secondo piano è ancora una volta la donna, com’è tipico nelle opere del nostro artista, a distinguersi, qui in particolare nel triplice ruolo di venditrice, acquirente
    (pregna di un desiderio che ricorda il capolavoro del maestro, ‘Seduzione’) e Santa Vergine (sotto una campana vitrea), in un triangolo di muta conversazione che pare racchiudere nella propria area ridotta tutti gli antichi segreti che
    Partenope custodisce dalla notte dei tempi.

  • Informazioni Asta

    ASTA N. 128 del 14/04/2018 18:00.
    Via Tito Angelini, 29