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ASTA 140 / lotto 27

Galante Francesco

Galante Francesco

DIPINTI

Stima: min €1500 - max €2500
  • Descrizione Lotto

    Galante Francesco (Margherita di Savoia, FG 1884 - Napoli 1972)
    Il pranzo ritarda
    olio su tela cm 51,5x64,5
    firmato in basso a sinistra: F. Galante
    a tergo firmato e iscritto; cartiglio Francesco Galante, Napoli; cartiglio Per il Comitato per l ricostruzione del Ponte di Santa Trinita di Firenze; cartiglio Circolo Artistico Politecnico Napoli 1965; cartiglio III Mostra d'arte figurativa del Mezzogiorno , Margherita di Savoia 1966;cartiglio Premio di Pittura Alberto Portolano, Napoli 1968

    Esposizioni: Napoli 1965; Margherita di Savoia, 1966; Napoli 1968

    Bibliografia: M. Limoncelli, Francesco Galante e la sua epoca, Montanino, Napoli 1965, tav. XXIX

    Particolarmente nell’arte di Francesco Galante s’assiste al passaggio dalla pittura del diciannovesimo secolo a quella del secolo successivo, o meglio fu proprio questo autore uno di coloro che meglio consentirono allo spirito artistico ottocentesco di perdurare ancora per qualche decennio via via rinnovandosi secondo i gusti del tempo. Galante infatti fu allievo come tanti suoi contemporanei di Vincenzo Volpe e Michele Cammarano presso il Real Istituto di Belle Arti di Napoli, eppure più di altri come s’è detto s’appassionò alla grande tradizione pittorica locale, interessandosi particolarmente alla Scuola di Posillipo in generale ed alla personalità singolare di Gioacchino Toma. La novità invece gli venne tramite la sua iniziale ma intensa attività di grafico ed illustratore, poiché quelle arti furono per prime colpite dai nuovi ideali dell’Art Nouveau e delle Secessioni mitteleuropee; questi contatti e più in generale la sua prima produzione influenzarono comunque tutta la sua arte successiva, pittura compresa, poiché egli mantenne molto a lungo una pennellata caratteristicamente sfrangiata ed un po’ impressionista, e anzi tornò ad essa anche in tarda età dopo una fase, fra gli anni Trenta ed i Quaranta, in cui lo stile gli fu piuttosto dettato dal movimento di Novecento, allorché prese cioè a costruire le immagini giocando sapientemente con le cromie, stese queste frequentemente in più ampie campiture di colore. A quest’ultimo periodo risalgono anche prestigiose commissioni quali la decorazione del Circolo Artistico Politecnico (fine anni ’20), quella del soffitto del Teatro Mercadante (1936) e quella di alcuni edifici eseguita per la Prima Mostra Triennale delle Terre d’Oltremare (1940); pochi anni dopo, nel 1958, Galante s’occupò infine del soffitto del Teatrino di corte di Palazzo Reale. Vale la pena comunque meglio sottolineare il lungo rapporto che legò il nostro al Circolo Artistico Politecnico (dal 1907 sito in Palazzo Zapata, esso fu inizialmente Società Napoletana degli Artisti, fondata nel 1888 e poi fusa solo nel 1910 col Circolo Forense e con quello Politecnico), poiché egli vi operò anche come promotore ed organizzatore di eventi artistici, non solo come “semplice” espositore: fra le molte mostre cui egli ivi prese parte vanno comunque ricordate la sua prima personale nel 1931 e la sua ultima nel 1965, allorché l’artista ormai ottantenne mise a disposizione dei molti spettatori ben ottanta suoi lavori, felici esempi di quasi tutta la sua attività pittorica.
    In quest’ultima, grande esposizione apparirono tre fra le opere ora proposte. Se in esse è ben visibile la succitata e tipica pennellata sfrangiata e lineare, venuta a Galante principalmente dalla sua prima attività come grafico, esse condividono inoltre temi particolarmente cari al proprio autore: ben esemplificano infatti la sua pittura caratteristicamente intimista, tanto per gli affetti che gli piacque indagare quanto per gli ambienti in cui questi ultimi venivano messi solitamente in scena, svariati scorci cioè di abitazioni familiari; di queste il Galante si servì poi anche per realizzare una serie assai curiosa di nature morte, di cui è impossibile rintracciarne simili in altri pittori suoi contemporanei, delle quali la tela in asta è un validissimo esempio, col suo raffinato gioco di specchi che, riflettendosi l’uno nell’altro, vanno a definire tutto lo spazio circostante altrimenti invisibile all’osservatore.

  • Informazioni Asta

    ASTA 140 del 23/11/2019 16:00.
    Via Tito Angelini, 29