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ASTA 141 / lotto 102

Irolli Vincenzo

Irolli Vincenzo

DIPINTI

Stima: min €4500 - max €7500
  • Descrizione Lotto

    Irolli Vincenzo (Napoli 1860 - 1949)
    In preghiera
    olio su tela, cm 87x58,5
    firmato in basso a destra: V. Irolli

    Se non mancarono opere dal soggetto più o meno religioso in entrambi gli artisti assurti a modelli di Vincenzo Irolli, ovvero Domenico Morelli ed Antonio Mancini (si veda del primo tutta l’ultima fase produttiva, fortemente misticheggiante, mentre il secondo, magari meno pio, non mancò comunque di ritrarre cose e persone di chiesa, quali i capolavori che sono il “Prevetariello”, il “Ciociarello con la statuina del Sacro Cuore”, “Il voto”), non bisogna allora meravigliarsi del fatto che il nostro tornò più volte nel corso della propria carriera sul tema, culminando nella grande Mostra d’Arte Sacra nella Sala della Minerva di Napoli del 1936, ove presentò ben dieci dipinti (“Pesca miracolosa”, “La lavanda dei piedi”, “La guarigione del cieco nato”, “La Deposizione”, “La Comunione”, “Cristo alla tomba di Lazzaro”, “La Vergine in adorazione”, “La Madonna dell’aviazione”, “Il chierichetto in preghiera”, “La festa del Redentore”, “La festa del Cieco nato”).
    L’opera proposta pure rientra in qualche modo nel suddetto filone, seppur si debba in questo caso parlare non di un soggetto strettamente sacro ma di una sorta di religiosità che permea l’intera tela divenendo sottintesa protagonista della rappresentazione. L’ambiente in cui si svolge la scena pare comunque essere strettamente religioso, poiché i fiori sbozzati in alto a destra (rose probabilmente, legate al culto mariano) e soprattutto la sedia in basso, che tutti noi abbiamo prima o poi osservato far le veci di inginocchiatoio nelle piccole chiesette di paese, lasciano appunto intuire un luogo di culto. Le due figure femminili, certamente madre e figlia (forse un secondo rimando alla Madonna, genitrice per eccellenza) si ricollegano invece alla pittura di affetti che pure impegnò spesso Irolli (facendogli riscuotere un certo successo), impregnandosi in questo caso tuttavia di un forte patetismo che s’oppone alla più ridente e popolaresca schiettezza di altri suoi lavori. La larga pennellata a macchie di colore lascerebbe infine intendere l’appartenenza dell’opera ad una fase matura o tarda della produzione dell’autore.

  • Informazioni Asta

    ASTA 141 del 23/11/2019 19:00.
    Via Tito Angelini, 29