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ASTA 141 / lotto 118

Morelli Domenico

Domenico Morelli

DIPINTI

Stima: min €8500 - max €12500
  • Descrizione Lotto

    Morelli Domenico (Napoli 1823 - 1901)
    Ritratto femminile
    olio su tela, cm 75x42
    firmato in basso a sinistra: D. Morelli
    a tergo timbro Raccolta Iappelli, Napoli

    L’importanza conquistata nel panorama artistico partenopeo e meridionale intorno alla metà del diciannovesimo secolo da Domenico Morelli (lui, che con Filippo Palizzi rivoluzionò letteralmente il modo in cui pittori e scultori percepivano e dunque rappresentavano la realtà; lui, considerato dagli altri ma finanche da se stesso come un metaforico sovrano alla cui influenza nessun artista del tempo potesse sottrarsi) gli valse come è ovvio molteplici e prestigiose committenze, per le quali non mancò una ricca serie di ritratti che potremmo dire attraversa così un po’ tutta la produzione dell’autore, conosciuta o no ch’essa sia: alle varie tele infatti conservate fra i musei (e non solo) di tutta Italia, i cui soggetti ritratti sono per lo più identificati con certezza (si ricordino a Napoli il Gaetano Filangieri e il Giacinto Gigante, o il celeberrimo Giuseppe Verdi di Piacenza), si affiancano molte altre sparse fra le più disparate collezioni private e dei cui protagonisti s’è persa ogni memoria (almeno non volendo gettarsi in ipotesi azzardate), così che se ne può solo apprezzare la straordinaria fattura. L’opera proposta si ascrive con ogni diritto a questo gruppo di dipinti del suo autore.
    Lo stile del dipinto si collega alla produzione che Morelli cominciò già intorno agli anni Sessanta del secolo ma che poi divenne predominante solo a partire dal decennio successivo, allorché l’artista andò maturando i propri interessi verso l’Oriente ma soprattutto assorbì pienamente la lezione dello spagnolo Mariano Fortuny y Marsal (il cui soggiorno in Campania, per la precisione nella zona di Portici, si rivelò poi fatale) in direzione di una ricerca pittorica segnata dalla luce e da ricercati contrasti cromatici; le pennellate intanto andarono via via scomponendosi (fino a rarefarsi nell’ultima fase morelliana, quella più “mistica”) in taches di colore già per definizione meno chiare della rigorosa linea disegnativa delle prime opere dell’autore, eppure di modernità mirabile e pressoché insuperata ai tempi, nonché d’assai efficace pathos. La tavolozza adottata per lo sfondo e certe forme appena accennate (quasi impercettibili in realtà) su di esso da singoli movimenti della mano dell’artista lascerebbero pensare ad un contesto naturale, magari un giardino, in cui la raffinata modella avrebbe preso posto per la posa col suo fare al contempo algido e trasognato, reggendo un corto rametto arricchito di poche foglie che potrebbe avvalorare la nostra ipotesi.

  • Informazioni Asta

    ASTA 141 del 23/11/2019 19:00.
    Via Tito Angelini, 29