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ASTA N.138

lotto 52

  • Palizzi Filippo (Vasto, CH 1818 - Napoli 1899)
    Piccola pastorella
    olio su tela, cm 24x38,5
    firmato e datato in basso a siistra: Fil. Palizzi 65

    Nell’ambiente artistico napoletano di metà Ottocento, incedente per lo più per inerzia fra maniere alquanto stanche, quelle innanzitutto ancora legate al vecchio accademismo d’inizio secolo ma anche in qualche modo quelle che andavano chiudendo non troppo felicemente l’esperienza della Scuola di Posillipo, Filippo Palizzi (con Domenico Morelli) causò come è noto un vero terremo, un’eruzione di idee nuove che seppero scuotere e rinnovare radicalmente la grande pittura partenopea e più generalmente del Meridione d’Italia. La sua fedele (e magari intransigente) adesione al vero, la sua personalissima concezione della “macchia” pittorica, unione di parte e tutto, di «finezze» e «totalità», ebbero come rappresentanti prediletti gli animali, quelli che il Palizzi ancora fanciullo modellava in creta per il presepe, e che poco più grande andava ritraendo “en plein air” negli anni della libera (cioè lontana da accademie) formazione (non mancò tuttavia lo studio di materiale grafico di varia natura), fino a convincersi della loro assoluta dignità quali soggetti artistici, pari alle figure umane. Si potrebbe affermare anzi che in genere le figure delle opere palizziane fanno più da servi che da padroni ai propri animali, e la piccola tela proposta ne è un ottimo esempio: la piccola pastorella, così pura ed innocente eppure quasi adulta nel dedicare la sua giovane vita già al lavoro, attende paziente in un ambiente visibilmente aspro (come piaceva al Palizzi) che le sue pecore, solo due ma che lasciano immaginare un gregge ben più numeroso, s’abbeverino ad un torrente; che gli animali siano i veri protagonisti lo rivela anche la composizione dell’opera, in cui sono proprio gli ovini ad occupare il centro, mentre la loro padroncina è lievemente spostata verso sinistra e così non attrae subito lo sguardo dell’osservatore. Ad attirare definitivamente gli spettatori pensano poi i sorprendenti effetti che la luce genera sul vello delle pecore (cui il Palizzi dedicò sempre profondo studio e cura, risultandone insuperato maestro), volutamente questo di colore diverso fra i due animali ad esemplificare felicemente il grande virtuosismo artistico dell’autore dell’opera.

Stima €16000 - €24000
Informazione asta 13/04/2019 18:00